La scelta di un pavimento in legno si presenta spesso non facile per le tante possibilità che si pongono davanti a chi si appresta a rinnovare o costruire un parquet.
In realtà la scelta è ancora più articolata di come può apparire a prima vista, nel senso che non ci dobbiamo limitare alla scelta di una essenza legnosa e a un trattamento di finitura sano ma, è opportuno considerare prima di tutto il cosiddetto “sottofondo” e il relativo sistema di posa dato che un sottofondo sbagliato può condizionare negativamente e limitare molto la successiva scelta del parquet da posare.
In generale possiamo affermare che il pavimento in legno è un tutt'uno con il suo sottofondo e che insieme, determineranno la traspirabilità dell'insieme, il potere di isolamento termoacustico ed infine contribuiranno a caratterizzare positivamente o negativamente la qualità dell'aria degli ambienti della nostra casa.
Un fattore fino ad ora poco considerato è proprio il potere di isolamento che il pavimento deve avere specialmente quando divide da ambienti non riscaldati, ad esempio da un garage sottostante: in questo caso un buon isolamento termico e acustico realizzato con materiali naturali come il sughero, la calce naturale o l'argilla avrà un effetto benefico e schermante dai fattori esterni.
La scelta migliore è dunque da fare più a monte, quando possiamo ancora scegliere il “sistema pavimento” nel suo complesso.
I SOTTOFONDI
Se posiamo il parquet ad un piano terra dovremo difenderci dal freddo e dall'umidità ed useremo il sughero come isolante, il listone potrà essere inchiodato su un fondo continuo in gessofibra o su listelli di legno in Castagno: di durezza media e resistenti all'umidità.
Se abbiamo molto spazio da colmare sotto al nostro pavimento, possiamo livellare con granulari secchi di argilla cotta o cruda, i procedimenti a secco hanno il vantaggio di essere più isolanti, di pesare meno e di non avere tempi biblici di essicazione come i massetti impastati che possono farci attendere mesi prima di poter installare il nostro pavimento di legno.
Se il parquet lo dobbiamo montare su un solaio di legno, il sottofondo dovrà limitare le vibrazioni fastidiose, evitare una eccessiva sonorità al calpestio e attenuare i rumori in generale, anche in questo caso potremo impiegare la fibra di legno e l'argilla in una giusta combinazione.
Quando si voglia incollare un listoncino, dovremo predisporre un sottofondo possibilmente senza usare il cemento nell'impasto: una buona calce idraulica mescolata ad una sabbia non polverosa sarà la soluzione più vicina a quella “tradizionale” adatta ad essere realizzata senza problemi dalle imprese edili.
COME SCEGLIERE IL LEGNO?
Provenienza, funzionalità ed estetica: sono questi tre fattori importanti che prenderemo in considerazione nella scelta del parquet.
I pavimenti in legno oggi più conosciuti hanno nomi esotici: Iroko, Doussiè, Teak, Wengè e così via mentre, eccellenti legni italiani come il Castagno, la Robinia, il Rovere, il Frassino e altri di pari durezza e bellezza, sono finiti nel dimenticatoio pur avendo una lunga tradizione di impiego nel nostro paese. E' evidente che i motivi sono di ordine commerciale più che nelle diverse qualità dei legni: negli anni dei disboscamenti forsennati, sono arrivate dall'Africa e dall'Asia grandi quantità di piante originarie, eccezionali nelle dimensioni e convenienti nel prezzo, cosa possibile grazie ai regimi dittatoriali che hanno speculato a piene mani sulla svendita di queste e di altre risorse del loro paese. Anche se oggi i controlli sono maggiori che in passato, persiste una difficoltà a conoscere delle condizioni ambientali e di gestione del patrimonio boschivo di molti paesi, tanto da far ritenere più opportuno acquistare legni che provengano da zone più vicine a noi. Esistono molti marchi di certificazione forestale ma il marchio FSC ( Forest Stewardship Council ) è l'unico riconosciuto come affidabile anche dalle più importanti associazioni ambientaliste come Greenpeace.
La stessa Greenpeace nel sito ufficiale www.greepeace.it/parquet presenta un elenco delle specie legnose impiegate nella produzione del parquet assegnando un voto ai vari legni: dal colore verde ai legni più sicuri, al colore rosso per quelli sicuramente illegali. Dall'elenco si può vedere come i legni più sicuri siano quelli dell'Europa e dell'America del nord, mentre per quasi tutti gli altri permanga un ragionevole dubbio sui pericoli ambientali che tale commercio può comportare.
Nel sito di Artimestieri WWW.ARTIMESTIERI.COM si può trovare l'elenco di specie Italiane disponibili in piccole produzioni locali, consigliate perchè a Km 0 e perchè derivanti dal normale prelievo delle piante vecchie.
Il secondo fattore per la scelta del tipo di legno sarà la funzionalità: un legno duro se da posare in zona di elevato calpestio come potrebbe essere un negozio, o un soggiorno dove molti ospiti possono transitare; un legno di durezza media o bassa in ambienti più riservati come la zona notte o lo studiolo di casa dove accedono poche persone e normalmente dopo aver indossato una calzatura da interno. Questa distinzione può essere decisiva nell'economia complessiva dell'acquisto dato che il costo dei legni duri è notevolmente maggiore di quello dei legni medio/teneri e proprio la scelta di un legno più pregiato insieme ad uno meno pregiato potrebbere risultare economicamente accettabile.
Consideriamo infine anche l'estetica come terzo ma non meno importante elemento nella nostra scelta, una delle difficoltà è spesso valutare come un pavimento visto in una piccola porzione possa risultare nella nostra casa, provo ad elencare alcuni criteri generali che potranno esservi utili:
1- diamo la preferenza ai legni tipici del luogo che generalmente si accordano architettonicamente alle case nel loro paesaggio.
2- scegliamo legni scuri solo in ambienti molto luminosi, altrimenti legni chiari nelle loro colorazioni naturali.
2- attenzione al “carattere” degli ambienti: posiamo legni scuri nelle tonalità del giallo/marrone negli ambienti importanti e “seriosi” e legni medio/chiari nelle tonalità del rosso/arancio negli ambienti più allegri e tonici. Nel primo caso possiamo annoverare il Rovere e il Noce mentre nel secondo il Larice, l'Abete e la Robinia.
LA FINITURA NATURALE DEL PARQUET
Per decidere della naturalità o meno di un prodotto da applicare al nostro pavimento dobbiamo semplicemente leggere l'etichetta senza lasciarci troppo condizionare dalle rassicurazioni verbali del venditore: le poche case produttrici di vernici naturali adottano una etichettatura di tipo “alimentare”, cioè elencano tutti i componenti del prodotto e in generale escludono i derivati del petrolio e i solventi tossici.
Le vernici naturali contengono oli e resine vegetali, il solvente è rappresentato dal terpene d'arancio e gli essicativi sono privi di piombo.
E' da scartare la cosiddetta “vernice all'acqua” dato che è naturale solo nella componente acqua in cui sono emulsionate resine derivate del petrolio.
In generale sono da scartare tutti quei prodotti dove in etichetta appaiono definizioni vaghe o parziali dalle quali non si possa comunque comprendere il contenuto.
Una buona finitura ha bisogno di una corretta manutenzione con detergenti anch'essi naturali e nutrienti: in genere ogni casa consiglia il relativo prodotto per una buona manutenzione del legno che diventa, se ben curato, sempre più bello nel tempo.
IL PAVIMENTO IN AUTOCOSTRUZIONE
Personalmente ho riflettuto parecchio sulle possibilità di far da sé molti lavori tra i quali anche il pavimento di legno e nel corso degli anni, insieme ai miei collaboratori, abbiamo sperimentato più di un metodo di posa adatto all'autocostruzione. Consiglierei di escludere il tradizionale parquet incollato, quello che ha bisogno della levigatura successiva, perchè riserva parecchie difficoltà, sia nella fase di posa che in quella di levigatura, da eseguire con un particolare levigatore non facile da usare. In generale, ad un autocostruttore volonteroso, consiglierei una posa flottante o inchiodata:
La posa flottante si esegue incastrando le tavole una con l'altra dopo aver posato una carta oleata e un materassino di juta sul fondo. E' il sistema più facile dato che non chiede l'uso del martello e dei chiodi ma solo un minimo di manualità e un po' di precisione.
La posa inchiodata non è tanto più impegnativa, in poco tempo potrete prendere confidenza con martello e chiodi e divertirvi a costruire un pavimento stabile e robusto.
La finitura della superficie potrete effettuarla voi stessi dopo la posa del listone, oppure impiegare un listone preverniciato ed evitare così una operazione che può riservare qualche sorpresa, ad esempio doversi misurare con i tempi di essicazione da rispettare, piuttosto lunghi nelle vernici naturali.
Enzo Princivalle *
* presidente della cooperativa sociale Artimestieri di Boves CN
da anni dedita alla bioedilizia e alla produzione di pavimenti in legni italiani